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BIOGRAFIA:

Ceci Alberto è nato a Rose (Cs) l’11/12/1934 e risiede a Luzzi in c.da S. Mile da diversi anni. Inizia a muovere i primi decisivi passi nella pittura, dopo anni di incubazione a fianco del fratello, nel lontano 1960. Lavora per oltre un vent’ennio a Novara, dove incontra nei ritagli di tempo altri artisti perfezionando così le sue tecniche pittoriche. Costituisce così, insieme ad altri artisti il “Gruppo artistico trecatese”. Espone per la prima volta a Trecate appunto, riscuotendo notevole successo di critica e di pubblico.


Claudio Cortese

"Uomo con barba", olio su tela 35x50
"La natività", olio su tela 70x100
"Scorcio di Luzzi", olio su tela 50x70
"Il mangiatore di fagioli", olio su tela 50x70
"Natura morta", olio su tela 50x70
Gioia dell'arrivo
Cascina
Fuga
La natura
La pesca
Convento Sant'Antonio
Brughiera
La Madre di Dio
Gesù esanime
Recensione

Mentre si osservano i quadri di Alberto Ceci, ci si immerge in un micro cosmo, un'isola dove il tempo sembra essere fermato, riconducendoci all'epoca delle antiche ballate del cinquecento e del seicento, fatto di dame e cavalieri, paggi ed estasi di santi. E decisamente inaspettata è la tecnica d'esecuzione, che si dimostra da subito, insuperabile e palesemente finissima. Mastro Alberto Ceci, perché così vuole essere menzionato per via della sua professione di ricercato muratore, ha costantemente e mirabilmente perfezionato il suo metodo pittorico, rifacendosi soprattutto all'arte figurativa del seicento classico, ispirandosi molto ai chiaroscuro di Caravaggio, agli sfondi di Leonardo o ai romantici paesaggi di Carracci. Una sfida con se stesso, a dimostrazione che i soggetti dei grandi potevano essere alla sua portata, per potersi costantemente migliorare e perfezionare. Una pittura senza elementarismi dunque, ma cimentandosi in realtà maggiormente complesse ed elaborate. Anche se imita soggetti sofisticati e rinomati, i suoi quadri posseggono un proprio carattere, vi si legge una propria scrittura. I suoi sono dipinti senza artifizi e alchimie, ci tiene a sottolineare, eseguiti esclusivamente con la vecchia tecnica del retinare numericamente la tela, sulla quale schizza il disegno con certosina pazienza. Il colore, le pennellate, i soggetti, fanno intuire chiaramente e all'istante che c'è dell'eroica bravura in questi quadri, se si considera che la sua è una pittura senza docenza o corsi di sorta, ma per la quale muove i primi passi imitando fin da fanciullo il fratello che era pittore decoratore, e manifestando di già una preziosa dote.
I soggetti, sono spesso adagiati in placide e tranquille dinamiche, che riprendono le quotidianità d'un tempo quasi con ilarità. La lavorazione dei campi, il pascolo, o la dormiente pesca, sono immerse in un'atmosfera quasi surreale e paradisiaca, senza dolori, senza sofferenze, senza sudore. E' la riproposta di un Eden pittorico, avvolto da una preziosa frescura, dove il maestro Ceci, ritrova finalmente la sua dimensione, lontana dalle umane fatiche, fuori dagli stress quotidiani, e alleggerita dalle pesanti e insopportabili preoccupazioni. 
L'emigrazione, il duro lavoro, i sacrifici lo hanno costretto a mettere forzatamente da parte la sua antica passione, la pittura 
Appunto, che continua a rodergli nel desiderio e nell'animo come la sua dolce amata. Ma non perde occasione per ritornare da lei, e tentarne di lenire l'arsura con la benefica produzione, cogliendo da subito inaspettate sfide come dinanzi ad un soggetto stuzzicante o ad una provocante proposta. Ma si sente eternamente insoddisfatto delle sue elaborazioni che giudica insufficienti, ed alle quali tenta di apportare continui e tormentosi aggiustamenti. Oggi Mastro Alberto Ceci, corona finalmente il suo sogno, e cioè di realizzare nella sua terra una mostra dei propri quadri, unitamente a qualche produzione del figlio Eugenio, anch'egli espressione di una pittura tormentata. Orgoglioso della sua produzione, riesce a guardare con disinvoltura a testa alta la critica, che non potrà che giudicare positivamente la sua inconfutabile bravura. 

Claudio Cortese

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