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Tiziana Magliari 


E' nata a Cosenza nel 1971. Indirizzata giovanissima allo studio del flauto, ha proseguitola sua formazione al Conservatorio di Musica "S. Giacomantonio" di Cosenza sotto la guida del M° Daniela Troiani conseguendo brillantemente il diploma nel 1993 con una votazione di 9,25/10.

Ha frequentato numerosi corsi di perfezionamento e tra i più importanti ricordiamo quello tenuto dal M° Angelo Pirsichilli a Città di Castello e a Cosenza, quello del M° Maxence Larrieu (Cosenza). Nello stesso anno frequenta a Bologna il corso di flauto Barocco con il M° Barthold Kuijken . Nel 1991 tiene parte al grande Masterclass di musica da camera di Saluzzo (CN). A Pescopennataro (IS) frequenta il corso di musica da camera tenuto dai M° D. Troiani A. De Rose esibendosi ai concerti finali. Inoltre ha frequentato, a Lagonegro, il seminario su "Il 700 napoletano" tenuto dal M° Enrico Volpe , allora direttore del conservatorio di Cosenza, esibendosi come solista con l'orchestra da Camera di Kosice (Slovacchia).

Ha svolto intensa attività concertistica in duo con pianoforte e con chitarra, partecipando a vari concorsi nazionali quali "A.M.A. Calabria" (3° Premio con quartetto di flauti).

Nel '96 ha suonato nella banda di palcoscenico del Teatro Rendano come ottavinista nell'opera la Bohèm di Puccini, e l'anno dopo come flautista nell'opera "La Traviata di Verdi". Possiede la maturità d'arte applicata. Attualmente dirige il coro polifonico "Francesco Maria Greco" a Luzzi.

Biografia di un' adolescente e della sua adulta immagine riflessa - poesie 
Stampa 2007 (Luzzi - Luzzi Press) 

Presentazione

Di Gianfranco D’Angelo

 

     E’ il tempo a costruire e conservare la memoria? O siamo noi a ricordare nel tempo?

     Le lontananze dimenticate potranno riportare in noi la storia di ciò che siamo, la vita che siamo?

     Ogni volta che mi avvicino alla lettura sono certo che ancora una nuova realtà dell’anima si concretizzerà in una espressione della nostra vita di uomini e donne immersi nel vortice del mondo che corre e della vita che assiste alla sua velocità. Si ripetono il giorno e la notte, la speranza e la delusione, il dolore e la tenerezza, la luce e il buio. E la marea s’alza delle passioni, delle delusioni, degli affetti, dei sentimenti, dell’interiorità. I ricordi ti incalzano, ti inseguono, ti fanno compagnia. E pensi a ciò che è stato, ai sogni non realizzati, al vento tenero che ancora ti sostiene, che ti dice di continuare a credere nel bello e nel giusto. E anche ora è così, leggendo questa bella raccolta di poesie di Tiziana Magliari, amante delle arti, attenta al richiamo delle Muse, poetessa raffinata, musicista, sensibile, legata alla sua terra, al suo mondo delicato. E’ un alternarsi di velocità e di paure volute, meditate. Quasi a consentire al cuore di riprendere fiato, di calmarne il battito veloce. E corre la vita, corre. Anche il tempo corre, non da tregua, non si volta indietro.

     Giunge la voce dell’anima: Passo stentato, / già nostalgia / è il cuor che dice / non andar via.

     La forza del tempo sopravanza ogni pensiero, allunga le ore e presto le riduce. Ti prende la mano e ovunque conduce. E non sai se è merito del tempo o se sei tu a volerlo. Così è la poesia, libera ed interiore, intrigante e misteriosa. Quanto vicina la melodia degli affetti, la nostalgia, quanto il ricordo della giovinezza! Parla la poesia ad ogni cuore, al grande, al piccolo, al ricco, al povero.

     Parla alla vita. Tra malinconia e speranza la poetessa naviga il mare cercando un approdo sereno.

     Tiziana continua il suo viaggio, a metà tra terra e mare, tra silenzi ed aperture, tra sogno e realtà. Tra gioie e devastazioni. Non c’è confine tra il giusto e l’ingiusto, tra il certo e il dubbio, tra inganni e disinganno. E ancora l’Autrice cerca di superare gli angoli vuoti e ristretti, di aprire nuovi  spazi, di ritrovare nuovi orizzonti, che non siano sirene dell’inganno. La meta è a portata di mano, il mare a vista. Amori privati e delicati sono perle di rugiada e colori di mare turchese. Calma l’onda e tempestoso il cuore. E’ un tumulto di emozioni. Si muove col pensiero l’amore di Tiziana, si muove come anima leggera. E all’improvviso gli affetti domestici prendono il sopravvento. Questo tenero sentimento tramuta in passione, dedizione, dolcezza, fragilità. Ed è un cantico d’amore pensando ai figli ed al suo ruolo di madre corazza del cuore vivo.

     E la luna distante non offre più riposo e in petto senti un movimento strano che ti apre il cuore ed amplifica l’immagine riflessa nel mare immenso della tua poesia. Segreta è la timidezza e come riccio si raccoglie. Ma non temere / che il cuore mio comprende … e negli occhi dovrai cogliere tutto ciò che non ho saputo dirti.

     E mentre leggo ed ancora leggo tanti pensieri si impadroniscono di me e mi riconducono al passato, a come è stata la vita, ai successi, al cuore in tumulto, alla forza di risalire la china. E penso a chi amo, agli amici, a chi non c’è più, ma che non è dimenticato. E’ una tempesta di emozioni e sentimenti. Mi sento accerchiato, ma non voglio uscire. E’ un tutto pieno di sincerità, di pensieri forti e delicati, di orgoglio e ancora speranze giovani.

     Chiudo, amata e cara poetessa, e ancora vorrei ascoltarti e rubarti i sentimenti, la voce, la passione, la ricchezza della tua arte. Quanto silenzio mi parla questa sera. Arriva all’improvviso, e non l’ho chiamato. E tu,  spicchio di luna arancio, dove vuoi andare e perché?

     Fermati ancora in mezzo alla tua gente, continua ad amare ciò che ami e la fortuna ti sia amica.

     E’ un’altra bella pagina di storia e cultura luzzese, che ancora onora lo studio e il privilegio delle arti, della scrittura e della poesia. Grazie, poetessa, per aver parlato a cuore aperto.

     Un grazie dalla tua Luzzi, da tutti noi.

Non guardare soltanto / Non vedere soltanto / Ma vedi / Ascolta / Ciò che il mio cuore / ha da dirti.

IL CANTICO DELL'AMORE

L'Atto immaginario

Per un istante

inerte è la natura.

E' muta.

Palmo a palmo.

Sul viso una carezza

sfiora illusoria la fantasia.

L'abile movènza

contraddice il giacere immoto.

Oltre si sporge

qualsivòglia vedere.

Perdersi nell'immenso

e consumare in un focolaio.

LE MILLE PASSIONI

Foglia

Scende lenta

volteggiando

trasportata dal vento.

Tristemente si lascia cadere. 

Arida come la vecchiaia.

Leggera si posa in terra.

Abbandonata.

Irriconoscente a tal tributo

la natura.

Macerar senza premura.

Resa polvere

ripone i sogni all'eternità.

Agognata libertà.

RIFLESSIONI

Il conforto della notte

Accoglie come un abbraccio

la fioca luce di una lampada

Ammantata

nel torpore della notte.

Stretta al petto si abbandona

nell'area del consiglio

a farsi coccolare.

Al lutto della solitudine

solo conforto!

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