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BREVE BIOGRAFIA DEL PROF. LUCIANO D'ORRICO TRACCIATA DALLA SORELLA ELVIRA D'ORRICO 

Mio fratello Luciano nacque a Luzzi il 16 dicembre 1932 e si spense il 20 dicembre 1984 a soli 52 anni. Nonostante la malformazione congenita al cuore, che gli fu diagnosticata dai medici quando era ancora un ragazzo, portò a compimento, senza difficoltà, gli studi superiori frequentati nel casertano, dove la mia famiglia si trasferì negli anni '50; egli conseguì il diploma magistrale con ottimi voti, desiderava iscriversi all'Università e laurearsi come mio padre, ma i suoi disturbi cardiaci, che incominciarono nell'età adulta a farsi sentire, non glielo consentirono. La sua intelligenza e la sua preparazione gli valsero comunque per superare subito il Concorso Magistrale ed incominciare ad insegnare nelle scuole elementari. Mio fratello, vissuto in un'epoca diversa da quella di mio padre, più attuale e vicina alla mia, dimostrava una mentalità più aperta: meno schivo e meno meditativo di mio padre, che si era nutrito di studi filosofici e religiosi durante i lunghi anni trascorsi in Seminario; era dotato di un'intelligenza più pratica e di grande comunicativa che adoperava partecipando intensamente alla vita sociale del paese. Nella scuola sapeva dare prova della sua intelligenza e preparazione, non solo all'interno dell'aula, a contatto con gli alunni,ma anche all'esterno, in ogni manifestazione scolastica: durante le riunioni del Collegio dei Docenti, attraverso interventi sempre efficaci e pertinenti agli argomenti trattati, nell'ambiente scolastico offrendo la sua preziosa e fattiva collaborazione ai colleghi per la soluzione dei problemi concreti della scuola; era sempre pronto a presiedere le varie riunioni, si occupava della stesura dei verbali, relazionava per rendere consapevoli i superiori dell'operato della scuola, in funzione di Fiduciario del Direttore Didattico; partecipava alle riunioni sindacali per rendersi conto delle leggi che venivano attuate per il miglioramento della categoria; partecipava, infine, a varie iniziative culturali extra-scolastiche che si svolgevano nel paesino di San Nicola Arcella, dove lui insegnava ed abitava con la sua famiglia: la moglie, la gentile collega insegnante Rosa Silvestri, e i suoi due figli maschi Giuseppe, che aveva ereditato il nome da mio padre, e Aristodemo, avviati entrambi agli studi. Fra le tante iniziative culturali extra-scolastiche, alle quali mio fratello partecipava come instancabile collaboratore, mi preme ricordare "Il Concorso della poesia (SNA)", che si teneva ogni anno in San Nicola Arcella, promosso e organizzato dal Dott. Franco Lo Schiavo, amante e scrittore di poesie. L'attività intensa che mio fratello svolgeva nella scuola venne più tardi interrotta dall'aggravarsi delle sue condizioni di salute. Fu così costretto ad assentarsi varie volte durante le sue degenze da un ospedale all'altro. Incominciò così il lungo calvario della vita di mio fratello, che, in seguito a scompenso cardiaco, dovette ricorrere necessariamente all'intervento operatorio al cuore consigliato dai medici, eseguito una prima volta a Verona. L'intervento gli consentì di vivere per un periodo di tempo una vita normale, ma dopo cinque anni si aggravò di nuovo e nel 1983 dovette subire un secondo intervento cardiaco al San Camillo di Roma. Trascorse appena un anno dal secondo intervento operatorio, in cui mio fratello sembrava di nuovo ristabilito, ma la fine si presentò all'improvviso: colpito da aneurisma cerebrale, fu portato d'urgenza all'ospedale di Potenza, dove restò in coma per un lungo periodo di tempo; quando si svegliò dal coma era troppo tardi, aveva perduto ogni facoltà mentale, la parola e il movimento. Furono inutili i tentativi dei medici per una sua riabilitazione, che fu continuata a Roma. Quando i medici si resero conto che l'organismo non era più in grado di reagire lo mandarono a casa per morire: era il mese di dicembre, mentre fuori scendeva la neve e si spandeva intorno la gioiosa atmosfera del Natale, noi familiari avevamo la morte nel cuore, ma dovemmo assistere impotenti alla sua lunga agonia. Mi consola il fatto che la sua morte non sia stata vana per tutto ciò che ha saputo lasciare alla famiglia, alla scuola, alla gente, meriti che renderanno eterna la sua memoria.

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Miocomune.it

LA TUA INFORMAZIONE LOCALE

San Nicola Arcella, domani l'intitolazione della scuola a D'Orrico

MERCOLEDÌ 21 DICEMBRE 2016 18:40 

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SAN NICOLA ARCELLA – 21 dic. - Domani è in programma la cerimonia di intitolazione del plesso della scuola primaria e dell’infanzia di San Nicola Arcella, all’insegnante Luciano D’Orrico. Il programma prevede il saluto e l'accoglienza da parte del dirigente scolastico nel salone della scuola, alle ore 10.00.

Sono previsti gli interventi del sindaco Barbara Mele, del dirigente scolastico, Patrizia Granato, dell'assessore alla Pubblica istruzione, Concetta Sangineto, dei familiari del professore Luciano D'Orrico, degli alunni della scuola, del consigliere regionale Giuseppe Aieta. Infine le conclusioni dell'assessore regionale alla Pubblica istruzione, Federica Roccisano.

L'INTERVENTO DELL'EX ASSESSORE PIERO DI SANTO

Mi corre l’obbligo, per quanto realizzato nella precedente consiliatura, rendere partecipe la cittadinanza circa i meriti effettivi riguardanti gli interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici della scuola primaria di San Nicola Arcella che a breve sarà intitolata al prof. Luciano D’Orrico alla presenza degli esponenti del regione Calabria ovvero l’assessore Roccisano ed il consigliere Aieta. Entrambi, così come l’Ente che rappresentano, non hanno avuto alcun ruolo per l’attuazione dei progetti che hanno ottimizzato sul piano strutturale e della sicurezza l’edificio scolastico. Non si comprende se la loro presenza sia dovuta ad un rapporto d’amicizia con la personalità individuata per l’intitolazione o, se come al solito, si accorre alla passerella di turno solo per atto d’amicizia nei confronti della sindaca Mele. Avendo ricoperto la carica di Assessore ai Lavori Pubblici preciso che tutti i fondi utilizzati per l’intervento sono esclusivamente di provenienza ministeriale, senza esborso da parte del comune di San Nicola Arcella, anche per le competenze spettanti ai diversi attori tecnici di cui bisogna riconoscere l’alta professionalità profusa nelle diverse fasi di attuazione. Forse i rappresentanti regionali sfruttano queste occasioni anche per apprendere al meglio l’ottimizzazione e la buona programmazione della precedente amministrazione comunale, nonché la celere ed ottimale realizzazione, nei tempi e con gli standard previsti, di quanto progettato nell’interesse degli alunni e della nostra comunità.

Pietro Di Santo

info@miocomune.it

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INTERVENTO DI ELVIRA D'ORRICO DURANTE LA MANIFESTAZIONE DI INTITOLAZIONE DELLA SCUOLA PRIMARIA E DELL'INFANZIA DI SAN NICOLA ARCELLA AD ONORE E NOME DI LUCIANO D'ORRICO

 

Rivolgo un saluto a tutti i presenti, solo alcuni mi conoscono come la sorella minore del Professor Luciano D'Orrico, ma io mi sento cittadina si San Nicola Arcella, perchè ogni anno, durante la stagione estiva, solevo trascorrere le vacanze in questo meraviglioso paese per godere della brezza marina, della presenza dei miei nipoti e di Luciano quando era ancora in vita. Oggi non mi resta altro che depositare un fiore sulla sua tomba e recitare una preghiera. Confesso che parlare di mio fratello mi procura ancora sofferenza per una profonda ferita che, a distanza di trent'anni dalla sua perdita, non si è ancora del tutto rimarginata. Ma era doveroso, da parte mia, essere qui oggi per ringraziare le autorità scolastiche e comunali, l'intera cittadinanza di San Nicola Arcella, le famiglie, gli alunni, ormai adulti e padri di famiglia, i colleghi e tutti coloro che hanno contribuito con i loro pareri favorevoli all'intitolazione della scuola elementare di San Nicola Arcella a nome del Professor Luciano D'Orrico, il mio unico e amato fratello. La decisione di attribuirgli un così alto merito mi ha riempito l'anima di orgoglio e di commozione, ma soprattutto di riconoscenza verso tutti voi, sentimenti misti a stupore perché mio fratello ha vissuto nella semplicità, niente di eclatante nella sua vita per meritare tanto, ma restano i suoi preziosi insegnamenti, i suoi esempi di vita, la sua condotta morale, l'impegno e la scrupolosità nel lavoro scolastico e, negli ultimi anni della sua vita, lo spirito di sacrificio e di abnegazione che lo ha portato a continuare la sua opera nella scuola anche durante la sua grave malattia congenita al cuore che rendeva faticoso il suo percorso lavorativo, ma non è mai venuta meno, da parte sua, la volontà di fare, di agire per il bene dei suoi alunni e dell'intera comunità scolastica. Potrei stare qui per ore ed ore ad elencare le mille qualità di mio fratello Luciano, i suoi valori, la sua professionalità, ma tutto ciò che io potrei dire in questa sede potrebbe apparire, a giudizio di tanti, alquanto retorico essendo legata a mio fratello da vincoli affettivi e di sangue. Come sorella, è necessario e sentito che io ricordi Luciano nella vita familiare per il posto che ha occupato nel cuore di ognuno di noi, membri di una famiglia numerosa, ma sempre unita nel bene e nel male, soprattutto durante i difficili anni di guerra in cui abbiamo patito anche la fame, ma in famiglia c'era serenità e allegria: Luciano era un ragazzo di dodici anni pieno di vita, nulla faceva pensare alla sua grave malattia congenita che gli fu diagnostica in solo in seguito. Da ragazzo praticava lo sport calcistico insieme ai suoi amici inseparabili e solidali tra loro, erano i ragazzi più umili del rione Conche di Luzzi; io, una bambina di cinque anni, ricordo mio fratello soprattutto nel periodo natalizio quando costruiva il presepe: lo guardavo incantata, ammiravo la sua opera, quel cielo stellato dipinto da lui e quella luna di carta velina dietro la quale nascondeva una lampadina che mandava su tutto il paesaggio una luce riflessa, sembrava un paesaggio reale e quei pastorelli costruiti da lui con la creta che andavamo a raccogliere al fiume non avevano niente di artistico nei confronti dei presepi di oggi, opera della tecnologia, ma in compenso erano un nostro prodotto del quale andavamo fieri e che mostravano la creatività di Luciano. Mio padre, un modesto professionista, laureato il Lettere e Filosofia, si era dedicato all'insegnamento nelle scuole elementari, spinto da un grande amore per l'infanzia. La sua più grande aspirazione era quella che i figli seguissero il suo esempio negli studi, lo facemmo solo io e Luciano, all'inizio con tanti sacrifici per i tempi che correvano. Per dare a noi due la possibilità di proseguire negli studi e di conseguire un diploma, mio padre nel dopoguerra, si trasferì con la famiglia da Luzzi, paese natio, nel casertano, dove Luciano portò a compimento senza difficoltà gli studi superiori conseguendo il diploma magistrale con ottimi voti. Si era iscritto anche al magistero di Salerno per conseguire la laurea, ma i suoi disturbi cardiaci che incominciarono nell'età adulta a farsi sentire non gli consentirono di continuare negli studi intrapresi. La sua intelligenza e preparazione gli valsero, comunque, per superare subito il concorso Magistrale ed incominciare ad insegnare nelle scuole elementari. Sono questi, da me descritti, gli aspetti più significativi della vita di Luciano, che si spense il 20 dicembre dell'anno 1984, a 52 anni appena compiuti, lasciando noi sorelle e la sua famiglia nella disperazione. Avevo perduto una guida costante nella mia vita, Luciano era molto legato a me ed io a lui, essendo la sorella più piccola, mi dava consigli sul campo professionale ed anche nella vita, persino sul campo sentimentale per evitare le mie scelte sbagliate, dettate dall'impulso giovanile, ma in questo non l'ho mai ascoltato, condannandomi da sola alla solitudine: non mi sono sposata, mi sono dedicata alla scuola e alla famiglia, soprattutto a Luciano, che ho seguito nelle sue varie degenze da un ospedale all'altro, ho sofferto delle sue sofferenze. Ai miei genitori fu risparmiato il grande dolore per la perdita del loro unico figlio maschio poiché, ormai anziani, erano passati a miglior vita.

 

Elvira D'Orrico

22 dicembre 2016

Una mia poesia dedicata a mio fratello e recitata durante la manifestazione.

A MIO FRATELLO LUCIANO

Luzzi natia piange ancora

il figlio sepolto lontano,

invano l'amata sorella

sogna depositare, di tanto in tanto,

sulla sua tomba un fiore.

Caro fratello, unico e raro,

meglio riposi nella terra

che ti vide un tempo

sposo felice e padre amoroso.

San Nicola Arcella, ridente

paesino del Tirreno,

accoglie le tue spoglie in un tempietto

eretto dall'affetto e dalla pietà

dei congiunti.

La brezza marina e l'aria

fresca dei monti accarezzano

pur sotterra le tue membra

ormai logorate dal tempo.

Non più tormenti e

sofferenza osano sfiorarti,

accanto a te, la pace del

Signore.

La tua diletta sposa,

ancora in vita, adorna

di fiori la tua tomba

e recita una preghiera

anelante ricongiungersi

a te.

Ma non è tempo di parlar

di morte, caro fratello,

oggi, tu sei vivo in mezzo

a noi, esulta per l'ambito

onore che San Nicola Arcella

ti tributa: intitolare, a

nome tuo, la scuola,

non è cosa da poco.

Maestro fosti, per la vita

e per la scuola, dono

esemplare poter donare

amore e sapere ai piccoli

scolari, che oggi, diventati adulti,

per gli insegnamenti ricevuti,

ti ringraziano di cuore.

ELVIRA D'ORRICO

BRILLANTE ELOGIO DELL'INSEGNANTE SANNICOLESE NICOLINO LONGO, SCRITTO IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE IN MEMORIA DELL'AMICO E COLLEGA LUCIANO D'ORRICO

Dopo le varie intitolazioni di Edifici, Piazze, Corsi e vie di S.Nicola Arcella (da parte dei precedenti Sindaci), ad " Uomini" e " Donne" distintisi in " Munificenza " o in " Politica", in questi ultimi anni, grazie alla magnanimità e sensibilità culturale del nostro Sindaco, Rag. Barbara Mele, affiancato con assessori ed esponenti della cultura, soprattutto la Dott. Concetta Sangineto ( Vice Sindaco), si è potuti giungere all'Intitolazione di Istituzioni in loco anche a personaggi del mondo della Cultura. Oggi, nel 2016, L'Intitolazione del" Plesso " Scuola Primaria e dell'Infanzia", all'Insegnante Luciano D'Orrico, Intitolazione che io ritengo ad hoc, e nei voti di tutti, avendo egli onorato il proprio mandato istituzionale, reduce della sua biennale, extraregionale, esperienza presso le " Elementari" di Afragola prima e di Sant'Agata di Esaro, poi, in questa Sede scolastica sannicolese, dal 1963 al 1984, con gran cognizione di causa altissimo senso della missione didattica. Egli intraprese il suo " iter didattico" improntandolo, da subito, a spiccato spirito di dedizione, competenza e oculatezza, al punto dell'esser designato, sin dall'esordio del suo magistero, ( dall'allora Direttore didattico con Sede in Scalea), Fiduciario delle Scuole elementari di questo balneare piccolo Centro calabro :: ove, di lì a poco,, verrà anche a nozze con l'allora unica " maturata magistrale " del posto, N. D., Rosetta Silvestri, che egli stesso, in seguito, imbottendola di Pedagogìa ( disciplina alla quale, presso la Facoltà di Magistero si era anche iscritto ), e spronandola a partecipare ai concorsi, avvierà all'insegnamento : dando così luogo ad uno stretto e proficuo connubbio di amore e didattica, con due figli addottorati, oggi, e tantissimi alunni ieri. Nonostante il suo precario stato di salute ( dotto di Botallo beante), culminato, in appresso, con addirittura due interventi al cuore, era, il D'Orrico, nell'espletamento delle sue direttive educazionali, comunque connotato, alla faccia del " Botallo", oltre che da un'indole sempre gioiosa scherzosa, da un timbro vocale stentorio e molto disciplinato e, per giunta, sostenuto da un'eloquenza, mai logorroica, ma tacitiana, assai forbita, perspicua, tanto da ( tenuto conto delle sue straordinarie attitudini docenziali ). Per la sua volitività di missione didattica e per il suo nobile scopo di voler trasfondere tutto se stesso in questa missione, ai suoi scolari che lo rispettavano, acclamavano e veneravano come un padre e, in sommo grado come un vero dispensatore dello scibile umano, al punto da non essere mai chiamato " maestro" , ma " Professore" e, tale anche da parte della gente. Tutti gli alunni recepivano, come io ricordo, dacché molte volte, m'invitava, essendo anch'io un diplomato magistrale, a presenziare alle sue lezioni, facendomene prendere, spesso, anche didatticamente parte in prima persona. Dal 1973, il quiescente, Dott. Franco Lo Schiavo, scrittore e amante di poesie lo volle a Segretario e membro giuria del suo " Premio letterario della poesia" ( S. N. A), avendo ravvisato in lui, oltre alle superlative doti morali, umane e didattiche, anche quelle dell'uomo dalla penna e dall'eloquio facile, gli affidò la commissione di redigere anche alcuni giudizi sui concorrenti al Premio e soprattutto l'incombenza di introdurre, volta per volta la cerimonia di Premiazione e , relazionarla. Infine, dopo questa mia modesta dissertazione, purtroppo non del tutto esaustiva in toto, su gloria, onore e vanto dell'egregio " didatta", non mi resta che passar bentosto alle mie più affettuose deferenti e onorevoli congratulazioni per l'evento atteso da tutti con gioia trepidazione ; indirizzata va la nostra salva d'applausi a distesa, non solo per il propinquo evento a suo appannaggio, ma per tutto ciò che il D'Orrico ha fatto e ci ha lasciato in termini di filantropico altruismo, ferrea onestà e retaggio culturale, a proficua diuturna e gloriosa memoria, che vada oltre i millenni. Le mie congratulazioni vanno alla sua integerrima vedova,, insegnante emerita N. D. Rosetta Silvestri; ai suoi figli, Giuseppe,, eccellente Pediatra, ad Aristodemo, affermato commercialista; a sua sorella, emerita insegnante luzzese, N. D:, Elvira e all'Amministrazione Comunale tutta.

 

Nicolino Longo

Video della manifestazione di Intitolazione della Scuola Primaria e dell'Infanzia di San Nicola Arcella ad onore e nome del Professor Luciano D'Orrico.

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